(tratto dalle parole di Gesù a mons. Ottavio Michelini)

“… Vi sono tre categorie di sacerdoti.

Vi sono sacerdoti santi. Sacerdoti buoni, veramente buoni che vivono, in unione con Me, la Vita mia divina. Sono illuminati dalla Sapienza, guidati nelle loro pastorali fatiche dallo Spirito Santo. Seguono i miei insegnamenti comunicati a loro dal mio Vicario sulla terra, il Papa. Sono animati, vivificati dall'amore che è fuoco che purifica, che illumina e riscalda, che li trasforma e li unisce a Me come Io sono unito al Padre. Adempiono con diligenza il loro ministero sacerdotale, portando le anime a Me con la preghiera, con l'offerta, con la sofferenza. L'umiltà che li anima ha attirato su di loro lo sguardo misericordioso mio, Verbo di Dio, del Padre e dello Spirito Santo. Per loro, per la loro pietà, molte pene sono state risparmiate agli uomini; hanno assicurato la mia protezione. Un posto e una corona li attendono in Paradiso.

La seconda categoria è quella degli sbandati, dei disorientati. Sono coloro che hanno molto di più a cuore gli affari del mondo, che non quelli di Dio. E sono tanti, figlio mio. Hanno tempo per tutto, per i loro umani affetti; hanno tempo per gli svaghi, per letture nocive all'anima loro e che accrescono le ombre. Nessun tempo per pregare, per meditare. La loro vita non è vita di unione con Dio. Mancano del dono della Sapienza. Non vedono, non capiscono; insomma hanno orecchi ma non odono, hanno occhi ma non vedono. Il loro formalismo mimetizza una pratica di vita cristiana, svuotata dell'anima vera, senza vita di Grazia. Fra costoro le evasioni sono state molte. Moltissime saranno le fughe, le apostasie vere e proprie nell'ora non lontana della Giustizia. Molti in quell'ora riveleranno dinnanzi al mondo la loro identità di Giuda. Ho detto davanti al mondo perchè Io li conosco da sempre. Il Padre li aspetta Ma li amo ugualmente, voglio la loro conversione. Il Padre li aspetta. Non ha che un desiderio, dire ad ognuno: " Vieni, o figlio, tutto e dimenticato, tutte le scorie del tuo animo sono bruciate dal mio Amore ! Ma, proprio perchè ti amo, non ti posso nascondere quale tremenda responsabilità sia resistere a Dio che ti aspetta, a Dio che ti ama, sino al punto di effondere in continuazione il suo Sangue prezioso per te.

Il malato che rifiuta il medico e le medicine è destinato a perire. Ecco perchè ho voluto arrivare a te con tutti i mezzi, non ultimo questo invito alla conversione, prima che sia troppo tardi. Lo strumento di cui mi sono servito ha avuto l'ordine di gridarlo forte a tutti: " Convertitevi al Signore Dio vostro, convertitevi prima che sia troppo tardi ". Ve lo ripeto, l'ora della misericordia sta per cedere all'ora della giustizia. Non inveite contro la mia insistenza, non dite: è la monotonia della ripetizione. Sono il vostro Dio, sono il vostro Padre, sono il vostro Fratello, sono il vostro Salvatore. Solo l'amore ispira e spinge Dio a pregarvi, a supplicarvi: " Convertitevi prima che sia troppo tardi, altrimenti perirete ". Deus non irridetur. E' astuzia del vostro nemico, Satana, farvi credere morta la Giustizia divina. Misericordia e Giustizia in Me sono una cosa sola. Possibile tanta cecità ?

La terza categoria è formata da quei sacerdoti che si autoritengono intimamente buoni. Vivono come se fossero buoni, ma un velo li avvolge, il velo della loro presunzione per cui non vedono quella realtà interiore che spesso può sfuggire agli uomini, ma non a Me, Dio. In altre parole: mancano della vera e sincera umiltà, quella umiltà che deve fare di voi altrettanti fanciulli; manca la semplicità dell'umiltà. Ad essi il Padre mio nulla rivela. E' difficile la loro conversione; la loro superbia è raffinata, rivestita di umiltà. Ma sotto quella pseudoumiltà, vi è il veleno di Satana, proprio come certi gioielli all'apparenza preziosi, ma sotto la velatura d'oro sta il metallo vile. Non credono che a se stessi, disdegnano e mal soffrono che qualcuno veda un poco più lontano di loro. Si rivestono a volte di grande umiltà nei loro discorsi, nelle loro omelie, ma se poi qualcuno osasse dire a loro le cose che di se stessi dicono, ne vedresti una reazione immediata e una ostilità tenace, perchè non dimenticano, come dimenticherebbero i veri padri. Prova, figlio, a paragonare l'untuosa umiltà che emerge da certe pubbliche confessioni delle loro miserie, delle loro limitazioni con l'umiltà vera di San Francesco che diceva al suo confratello di viaggio (erano diretti ad un convento): « Fratello mio, se quando saremo arrivati, ci chiudessero la porta in faccia, se poi ancora ci insultassero e ci bastonassero, e più ancora cosí malconci ci gettassero per terra nella neve, questo sarebbe vera goia, vera letizia ». Non è stata in Me una pseudo-umiltà, ma vera umiltà ricevere il bacio d'amore dato dall'Apostolo traditore. Non è stata arte da parte mia il dimenticare l'offesa, pur così atroce, di Pietro che mi rinnegò tre volte. Se meditassero sul serio questi episodi della mia vita, quante cose muterebbero! Anche per questi bisogna pregare e soffrire, perchè ardua è la loro conversione.

 

Io, Gesú, mi sono fatto Carne per questo, per questo rinnovo il Mistero della Croce nel Mistero della santa Messa; perpetuo la mia presenza nel mondo, nei Santi Tabernacoli, mistero d'infinita umiltà. Satana è sconfinata superbia. Io, Gesú, sono infinita umiltà. Ora che Vescovi, sacerdoti e fedeli non capiscano che lo scopo fondamentale della loro vocazione è liberare le anime dagli assalti delle potenze dell'Inferno, ossia dei demoni, è veramente paradossale. Che abbiano camuffato la loro pastorale di mille attività e iniziative che però non approdano allo scopo, è talmente evidente che il non ammetterlo è cecità completa. Ma Vescovi e sacerdoti vedono o non vedono il loro fallimento? Non sentono il bisogno di ricercare le cause della loro fallimentare pastorale?
Non emerge chiarissimo dalla Rivelazione lo scopo della Redenzione, che è lotta a Satana e al peccato? Ma non vedono Vescovi e sacerdoti che ogni attività, se non è inserita in questa lotta, è sterile come inutili diventano i rami che non sono più inseriti nel tronco?
 
Guardare a Gesù Ho detto già chiaramente le sorti di un esercito i cui capi, ufficiali e gregari non credono al nemico, alla sua potenza, alla sua astuzia. Questa è la situazione della Chiesa oggi. Non si arriverà mai a vedere, ad ammettere la tragica situazione della Chiesa se non si guarderà a Me, Figlio di Dio e alla Madre mia santissima. Con l'umiltà, con la povertà e con la preghiera noi abbiamo affrontato il Nemico. Adesso è l'ora del mio Corpo Mistico: o si imbocca la sola strada giusta - e lo sono la Via! - o la valanga vi disperderà!

I miei sacerdoti non trovano i cinque minuti per prepararsi alla Santa Messa, non trovano i cinque minuti per un poco di ringraziamento!... Ed è logico che sia così. Di che cosa potrebbero ringraziarmi se dalla Santa Messa non hanno tratto nessun frutto? Poi trascorrono tutta una giornata e parte della notte in cose infeconde, inutili e non di rado peccaminose. Ben altra sarebbe la situazione della mia Chiesa, se i miei Sacerdoti avessero coltivato in sé la vita interiore delle loro anime,

Che cosa è l'anima del sacerdote che non prega? E' quanto di più fragile, di più vulnerabile esista.

Immersa nel buio si perde, ed è inesorabilmente travolta dalla concupiscenza dello spirito o da quella dei sensi, spesso e dall'una e dall'altra. L'anima che non prega è come un frutto bacato: nessuno avverte il marcio crescente all'interno. Ma alla fine il frutto cadrà a terra e si sa come finiscono questi frutti: nel letamaio.

Io, Figlio di Dio, ho pregato giorno e notte pur non avendone necessità. Ho voluto far precedere l'esempio all'insegnamento, ma per moltissimi cristiani e sacerdoti il mio esempio a nulla è valso.

Basterebbe uno sguardo calmo e retrospettivo nella vita della Chiesa per rendersi conto che senza la preghiera nessun Santo si è santificato. Nessun martire (e sono milioni) ha testimoniato con il sangue la fedeltà a Me, alla Fede senza essere sorretto dalla preghiera.

L'insofferenza della sofferenza è mancanza di amore verso Dio, è mancanza di giustizia e di amore verso il prossimo e verso i fratelli più bisognosi della Misericordia divina.

I ribelli della sofferenza corrono il grave rischio di autoeliminarsi dal Corpo Mistico, corrono il pericolo di inaridire come rami secchi ed inutili, anzi nocivi, buoni solo per il fuoco.

L'insofferenza della sofferenza è un gravissimo male della società materialistica che sventuratamente ha contagiato clero, religiosi e religiose. Per conseguenza essa ha soffocato la vera autentica vita cristiana di fede, di speranza e di amore; essa ha reso cieche le anime, ha reso insipido il sale e ha spento molte lucerne che avrebbero dovuto diffondere luce e che luce non diffondono più.

L'amore a Dio e l'amore al prossimo il sacerdote lo attesta nell'atto più importante della sua giornata quando, responsabilmente in unione con Me, annienta se stesso nell'offerta efficace della sua volontà al Padre, e accetta di immolarsi per le anime per le quali lo incessantemente mi immolo. Insomma il sacerdote deve nella Santa Messa realmente donarsi con Me al Padre per essere dal Padre donato alle anime. Questo deve precedere ogni attività del sacerdote, altrimenti vi è sciupio di tempo e di soprannaturale, altrimenti si rende sterile in radice ogni sua attività.

È assurdo pensare di santificare, senza santificarsi.

Il solo rinnovamento possibile nella Mia chiesa è una vera, sincera conversione.

I sacerdoti sono i miei corredentori; investiti di poteri misteriosi e soprannaturali, debbono tenere con Me rapporti di grande intimità. Non servi ma amici vi chiamo.

Come sono lontani dalla realtà, coloro che hanno una visione così nebulosa del Mistero della Salvezza. Mistero in atto è il Mistero della Croce, che continuo nella crudezza atroce anche se incruento. Il mio Sangue viene veramente effuso in continuazione per la remissione dei vostri peccati; il mio Corpo viene veramente dato in cibo per nutrimento delle vostre anime. Sono veramente la Vittima offerta al Padre e in Me, Vittima divina, Umanità e Divinità si incontrano e si riconciliano in un amore infinito.

Se almeno i miei sacerdoti avessero la ferma, solida convinzione che Io, Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo, punto di incontro dell'umanità peccatrice con il Padre mio celeste, sono sempre con voi, in mezzo a voi, giorno e notte in stato di vittima ! Se almeno essi fossero convinti, quando mi rinchiudono fra quelle piccole quattro pareti, che ivi è Dio onnipotente, Creatore del cielo e della terra Redentore e Salvatore, potrebbero avere un palpito di amore per Me. Ma per queste considerazioni non v'è posto nell'animo. Hanno abbandonato le mie vie, i miei sentieri e non hanno tempo di cercarmi nella mia umile dimora.

Bisogna che con grande umiltà vi convinciate del male di cui soffrite. Nessun malato, se non ha chiara coscienza del suo male, può sentire il bisogno di curarsi. Nessun malato se non ha piena fiducia nel medico curante, si dà premura di curarsi.  

Chi vuole venire dietro di Me, prenda la sua croce e rinneghi se stesso "? Non è questa una chiarissima indicazione per tutti, per i miei sacerdoti in particolare? Qui, sta la chiave e la soluzione di tutti i problemi originati dalla crisi di fede. Mortificazione interiore e mortificazione esteriore. Questo contrasta con la vita che si conduce e che si vuole condurre.

Io sono venuto a portare il fuoco sulla terra; è necessario che questo fuoco arda nelle anime. Ma per questo non vi sono alternative: una è la strada per tutti, in particolare per le anime consacrate. Chi vuole venire dietro di Me, prenda la sua croce e rinneghi se stesso. A nessuno ho promesso il paradiso sulla terra. E' necessario convincersi che la vita terrena è prova; la prova la si può superare solo venendo dietro di Me. Chi ostinatamente si chiude al mio amore, si risveglierà al rigore della divina Giustizia. Principio di ogni conversione è l'umiltà.

La superbia è un muro invalicabile che si erge tra l'anima e Dio; bisogna abbassarsi per potersi poi innalzare fino a Dio. La superbia tiene lontano da Me molti sacerdoti e miete tra essi molte vittime per l'Inferno. Anche se l'opinione di parecchi non concorda con questa mia affermazione, la realtà irrefutabile è questa.

E' stato detto che due sono le strade obbligate che portano a salvezza: l'innocenza e la penitenza. Ma Io ti dico che ve n'è un'altra, una terza piu breve e non meno sicura delle due prime, ed è quella dell'Amore.

L'amore ha due dimensioni, la verticale tesa verso Dio, l'orizzontale tesa verso il prossimo. Così è di Me, così deve essere di voi.

Questo amore deve stare in cima a tutti i problemi della vostra vita: se così non fosse, non sareste più sulla rotta giusta. L'amore unisce, l'amore cementa. Padre, Figlio e Spirito Santo, sono Tre in Uno. L'amore quindi equivale ad unità, ad unione. L'amore che unisce l'anima a Dio e ai fratelli, è fuoco che purifica e che brucia le scorie della fragilità umana. Il mio spirito è spirito di amore che riscalda, illumina e vivifica: dissolve le ombre della debolezza umana che si posano sull’anima. Ma l'amore è anche forza e potenza, come il ferro fuso con il cemento: le due nature si fondono e si trasformano in un solo unico e infrangibile blocco, contro cui invano cozza la forza di chi lo vorrebbe spezzare. Così amore divino e umano, fusi insieme, uniscono le anime a Dio e tra di loro per formare un solo unico blocco, così compatto che inutilmente cozzano le forze del Male.

Il regno della menzogna sembra prevalere sul regno della verità e della giustizia; ma sarà per poco tempo ancora. Provvederà la divina Giustizia  a ripulire la terra e l'umanità contagiata e infestata dal Maligno. Penserà la Madre mia Santissima a schiacciargli di nuovo il capo; ma non crediate che Satana con le sue legioni, con i numerosi alleati trovati nel mondo, rinunci al suo regno senza reazioni e convulsioni tremende. Tutto questo vi ho detto affinchè vi convertiate vi prepariate, e abbiate a predisporre i vostri animi alla preghiera e alla penitenza.

Molti non riescono a convincersi della eventualità di un grande futuro castigo. Molti ne dubitano molti altri recisamente lo negano e affermano che un grande castigo è da considerarsi contrario alla divina Misericordia. Anche i miei Apostoli non vollero mai accettare l'idea della mia Passione e Morte; non vollero credere alle mie parole. La presunzione impediva ai miei Apostoli di vedere chiaro, cioè li privava del dono della sapienza.

Oggi per molti si ripete la stessa cosa. Io, Verbo di Dio fatto carne, Dio come il Padre e lo Spirito Santo, sono stato la Vittima per eccellenza del rigore della Giustizia divina. L'amore per l'umanità perduta determinò, da parte della SS. Trinità, il Mistero dell'Incarnazione, Passione e Morte mia. Dalla bocca della Sapienza è stato detto: "Propter peccata veniunt adversa ". Il peccato è un debito personale e sociale che I'uomo singolo e la collettività contraggono con Dio. Dio può sempre chiedere una parziale soddisfazione. Ho detto parziale perchè nè l'uomo singolo, né la società possono estinguere totalmente il debito. Per questo ha provveduto Dio col Mistero della mia Incarnazione, Passione e Morte.  La stessa indivisibile cosa a coloro che con tanta sicurezza affermano che non bisogna parlare di castighi, ma solo e sempre della Misericordia divina, Io rispondo energicamente affermando che Misericordia e Giustizia, in Dio, sono la stessa indivisibile cosa. Io rispondo che impunemente " Deus non irridetur ". Io rispondo che quando l'iniquità supera il livello di guardia, come voi usate dire, allora la Giustizia divina perseguirà i suoi inscrutabili fini. Ho detto e ripeto che le città di questa generazione, incredula ed empia, sono peggiori di Sodoma e Gomorra; ho detto che la corruzione è entrata ovunque, che il male dilaga sulla terra con l'irruenza di un torrente in rotta. Neppure la mia Chiesa è immune. Molti miei sacerdoti sono contaminati. Il rifiuto di Dio non è mai stato così universalizzato. Il vaso trabocca Poveri miei sacerdoti, come sono miopi da ignorare, da non vedere, da non capire come Dio, anche nella sua ira, è sempre mosso da un disegno di misericordia !

Ma perchè tanti miei sacerdoti non pensano alla terribile mia agonia nel Getsemani ? Perchè non pensano che nel mio sudore di sangue nell'abbandono del Padre mio, pesava tutto il rigore della divina Giustizia su di Me, suo Unigenito Figlio? E' perchè mi ero addossato tutti i peccati degli uomini... Anche questa giustizia era pur sempre frutto di un disegno di infinita misericordia. Non saranno l'incredulità e l'insipienza a trattenere il braccio di Dio dal colpire l'umanità orgogliosa e superba. La Madre mia lo ha potuto fare. Le sofferenze dei buoni e degli innocenti, l'eroica e generosa offerta delle anime vittime hanno potuto mitigare, dilazionare il decretato castigo.

Io Gesù, Verbo di Dio, nulla faccio e nulla dico, se non mosso dall'amore. Io nutro un infinito amore per i miei sacerdoti e con maggior ragione per coloro che da Me, del mio sacerdozio hanno avuto la pienezza. Ma l'amore non può impedirmi di dire la verità, perchè amore sono, e verità sono. Amore e verità mi sospingono a parlare, affinchè si conosca l'infinita amarezza che l'ora presente, così grave e gonfia di oscure nubi che avvolgono tutta la mia Chiesa, procura al mio Cuore misericordioso. Mi sono rivolto ai sacerdoti; ora è giunto il momento di rivolgermi con riverenza, ma anche con chiarezza e fermezza, ai Successori dei miei Apostoli. Fra i Vescovi della mia Chiesa, ve ne sono veramente di buoni e di santi per i quali nutro amore e benevolenza. Altri invece hanno estremo bisogno di rivedere e riesaminare (perchè grande è la loro responsabilità) la loro pastorale. Urge che lo facciano presto e seriamente con grande umiltà, alla luce del mio Vangelo, alla luce della luminosa strada da Me tracciata per tutti gli uomini, ma primi fra tutti per coloro che degli uomini dovevano essere Maestri, Pastori e Guide sicure. La mia strada sulla terra ebbe inizio nel seno della Madre mia e Madre vostra, allorchè Ella pronunciò il suo a " fiat ". Il suo inizio fu ed è mistero di infinita bontà: un Dio che si fa Carne. La mia comparsa nel mondo è segnata da una povertà estrema. In una grotta adibita a stalla, fredda e umida, nella più assoluta povertà, ebbe inizio il mio cammino sulla terra e la povertà fu la compagna di tutta la mia vita umana. Lavoro preghiera, obbedienza -usque ad mortem- furono il percorso della mia strada. Io sono la Via per tutti gli uomini di tutti i tempi, non posso mutare. Non posso mutare, anche se mutano le condizioni, gli usi e i costumi dei popoli.

I Vescovi per primi hanno il grandissimo dovere di precedere su questa strada i loro sacerdoti e i loro cristiani, se vogliono dagli stessi essere seguiti. Per questo voglio che il presente messaggio giunga a tutti i vescovi, perchè tra essi non mancano coloro che hanno urgente necessità di riesaminare con umiltà e riformare senza indugi la loro pastorale.

Poveri figli miei, poveri sacerdoti, che grama vita è la vostra; non conoscete l'amore! Non conoscete la causa motrice della gioia, della speranza! Non conoscete la forza che fa vincere le prove e le difficoltà.

Mondo e demonio mettono di continuo ostacoli sul vostro cammino; per questo siete spesso a terra. Perché siete irrequieti e ribelli? Perché ove non è amore, ivi è risentimento che degenera, anche nei ministri miei, non di rado in odio.

No, figli, non vi sono zone neutre, o si è nell'area dell'amore infinito di Dio, o si è nell'area del Nemico di Dio e dell'uomo, cioè di Satana.

L'amore tende necessariamente all'oggetto amato, l'amore si riversa sull'oggetto amato. Non capire questo è non capire la natura dell'amore. Immagina due genitori che hanno un unico figlio che follemente amano, che forma l'oggetto, lo scopo della loro vita. Ebbene un giorno viene loro domandato di dare il loro figlio per salvare dalla morte tante altre creature umane.

Questi genitori, pur amando di un amore non descrivibile il figlio, sottoscrivono la sua morte Il figlio, che a sua volta ama smisuratamente i genitori, acconsente di sacrificarsi per tanti suoi fratelli. Amore senza misura del padre e della madre per il figlio, amore senza misura del padre e della madre per i condannati a morire senza il sacrificio del figlio, amore senza misura del figlio per i genitori e per i fratelli minori da salvare. L'Amore tende a donare e a donarsi.

Ma che sanno di questo mistero d'amore i miei increduli sacerdoti?

Ecco la loro aridità spirituale, ecco perché non vogliono soffrire! La sofferenza è l'anima dell'amore...

Questo lo hanno capito le anime vittime. I miei veri sacerdoti sanno bene che alla preghiera va dato un tempo considerevole; è solo con la preghiera e con la sofferenza, oggi aborrita, che il sacerdote diventa forte della stessa mia fortezza.

Ed i Vescovi? Alcuni di essi dormono. Se sanno, non hanno il coraggio di dar mano alla scure, e allora cercano nuovi mezzi, nuove vie. Nuove vie non esistono, come non esistono altri mezzi al di fuori di quelli da Me indicati, frutti della mia Redenzione. I Vescovi, in nome della prudenza, continuano a commettere imprudenze con gravi danni per la chiesa.

Voglio che si sappia da tutti che, persistendo il male morale e spirituale nella mia Chiesa, l'ora della purificazione non potrà essere protratta neppure dalle implorazioni della Madre mia e dalle sofferenze delle anime vittime, pur così efficaci.

La salvezza delle anime è cosa talmente grande che ad esse nessuna altra cosa deve essere anteposta. Dio vede quello che voi non potete vedere.

La misericordia di Dio, la pazienza di Dio, la longanimità di Dio sono ben più grandi di ogni vostra immaginazione, ma non possono tollerare oltre la strage di anime compiuta giorno e notte dal peccato.

Io sanerò i popoli e le nazioni.

Io sanerò la mia Chiesa!

Non saranno i teologi molti dei quali, oscurati dalla superbia di Satana, anziché luce sono diventati tenebre accrescendo la confusione e il disorientamento con le loro insane dottrine.

Io sono l'Essere semplicissimo e tutto ciò che esce da Me è semplice, mentre molti di loro sono complicati.

Io rendo semplice ciò che è complicato, essi rendono complicato ciò che è semplice.

Nessun uomo al mondo può presumere di poter affrontare un nemico superiore per natura e per potenza, senza un aiuto adeguato che Io ho provveduto a dargli, al prezzo che ben conoscete.

Per questo ho voluto la Chiesa nel mondo. Il suo scopo non è solo quello di generare i figli a Dio ma, in tutti i modi e con mezzi che possiede. Essa deve farli crescere, nutrirli e difenderli.

Siccome la Chiesa non è formata solo dalla Gerarchia ma da tutti i battezzati, ecco che genitori, educatori e sacerdoti hanno il gravissimo dovere di impegnarsi a fondo in questa pastorale, intesa a far capire agli uomini che è loro dovere combattere Satana che incarna il male, in ogni momento della loro vita, usando le armi adeguate e al momento giusto.

Questa lotta deve avere per il cristiano la precedenza su tutte le altre cose; del resto è chiaro che le altre cose valgono solo nella misura che servono al raggiungimento del fine della nostra vita.

Non deve essere dimenticato mai che del cristiano ho fatto un soldato, un combattente. Forti nella fede, forti nella speranza, forti nell'amore, ben armati ed equipaggiati, potranno affrontare il Nemico con la certezza della vittoria, come Davide che ha combattuto e vinto Golia.

 

La Famiglia di Dio – La Comunione dei Santi

In qualsiasi famiglia ordinata nell'amore, ogni membro che la costituisce, concorre al bene comune in uno scambio di beni donati e ricevuti in una comunione armoniosa.

In un grado di gran lunga superiore, così è della grande Famiglia di tutti i figli di Dio, militanti sulla terra, in attesa in Purgatorio, beati in Paradiso.

Pertanto occorre, allo scopo di rendere sempre più ricca di frutti divini la fede in questa Realtà divina ed umana, scaturita dalla mia Immolazione sulla Croce, avere su di essa idee precise.

E' doveroso:

  1. Fermamente credere nel dogma della comunione dei Santi,
  2. Quando si parla della famiglia dei figli di Dio, i sacerdoti debbono mettere bene in chiaro che a questa famiglia appartengono i pellegrinanti sulla terra, le anime in attesa in Purgatorio e i giusti del Paradiso, cioè i santi.
  3. I sacerdoti (molti dei quali pongono l'accento quasi esclusivamente sulle questioni sociali deplorando a ragione le ingiustizie perpetrate a favore dei fratelli militanti) dimenticano quasi sempre le più gravi ingiustizie compiute a danno dei fratelli che sono in Purgatorio.

Per tale gravissima omissione bisogna o non credere nel Purgatorio o non credere nella tremenda sofferenza di cui le anime purganti sono soggette.

Il bisogno di aiuto delle anime in attesa (purgatorio) è ben più grande di quello della creatura umana che più soffre sulla terra.

Il dovere poi di carità e di giustizia verso le anime in pena è più impellente per voi in quanto, non di rado, vi sono anime purganti che soffrono per colpa dei vostri cattivi esempi, perchè con loro siete stati complici nel male o comunque occasione di peccato.

Se la fede non è operante, non è fede.

Bisogna far capire con chiarezza che la vita continua oltre la tomba.

Tutti quelli che vi hanno preceduto nel segno della fede, siano essi in Purgatorio, siano essi in Paradiso, ancora vi amano e con amore più puro, più vivo e più grande.

Sono animati da un grande desiderio di aiutarvi a superare le dure prove della vita per raggiungere, come essi hanno già raggiunto, il grande traguardo, il fine della vita stessa.

Essi ben conoscono tutti i pericoli che insidiano le vostre anime.

Ma il loro aiuto nei vostri riguardi è in buona misura condizionato dalla vostra fede e dalla vostra libera volontà nel muovervi verso di loro, con la preghiera e con la fiducia nel loro validissimo patrocinio presso Dio e la Vergine santissima.

Se i sacerdoti ed i fedeli sono animati da vivissima fede, coscienti delle inesauribili risorse di grazie, di aiuti e di doni che da questo dogma della Comunione dei Santi possono trarre, vedranno centuplicato il loro potere sulle forze del Male.

(per maggiori informazioni  http://www.entraevedi.org/Monsignor%20Michelini.htm )

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SACERDOTE PER SEMPRE "... Ma lo sanno i miei Sacerdoti di quali grandi poteri sono stati investiti? Sanno chi sono? Sanno che gli Angeli, superiori ad essi per natura, sono inferiori ai Sacerdoti per potenza? Ma che vale la vostra potenza, se non la usate per la finalità per cui vi è stata data? ..." (Gesù)

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L’elevazione dell'Ostia e del calice esprimono anche l’aspetto sacrificale della Messa e ogni volta che vengono innalzati, molti cuori si uniscono a quello di Gesù e dei sacerdoti che hanno saputo  rinunciare al mondo, per donarsi a Dio e agli uomini.